Saluto del Presidente

Cari Smalpini,

È con orgoglio che assumo l’incarico di Presidente dell’Associazione ex Appartenenti alla Scuola Militare Alpina di Aosta.

Ringrazio coloro che hanno riposto in me la fiducia, fiducia che farò di tutto per onorare nello svolgimento del mio incarico.

Il rinnovato Consiglio acquisisce un’importante eredità fatta di 60 anni di dedizione e senso di appartenenza. Il debito di riconoscenza per quanti si sono ad oggi adoperati per tramandare valori, traguardi, impegno, dedizione e sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la Patria è incommensurabile. Sono assolutamente convinto che quello che siamo stati e siamo costituisca patrimonio ed esempio per l’Italia intera.

La determinazione che all’epoca del nostro servizio ci ha portato sul Vallone di Orgère, sulla Becca di Viou o sulla piana di Pollein è la stessa che il rinnovato Consiglio impiegherà per tenere viva la memoria di tutti coloro che hanno appartenuto alla Scuola o all’odierno Centro Addestramento Alpino.

I tempi mutano, è nostra intenzione implementare la nostra visibilità non solo nei molteplici raduni insieme ai nostri amici dell’Associazione Nazionale Alpini ma anche nei vari “Social” che negli ultimi anni hanno costituito mezzo privilegiato di comunicazione.

Abbiamo tante cose da fare e con l’aiuto di tutti coloro che ricordano che vestivamo da Alpini, le faremo.

 

Il Presidente
1° Cap. f. alp. (ca) Pietro De Checchi

Cerreto, un raduno veramente eccezionale

Ore 06.00 del 4 Agosto. Partenza. L’appuntamento è per le 07.30 ad Aulla con Gianfranco Baudone. La nostra meta è la Celebrazione del XV Anniversario delle Brigate Alpine / Divisioni a Cerreto Laghi.

Alle 07.15 arriviamo in simultanea all’appuntamento e ci avviamo con una sola auto per i circa 40 km di curve che ci porteranno al raduno.

Giunti con largo anticipo, ciò ci permette di conoscere subito  Piergiorgio Belloni (Pres. della Sezione Apuane), che ci ringrazia di essere presenti e a cui senza indugio, essendo un ACS, presentiamo l’Associazione e riceviamo per contro da lui interessanti informazioni sul Raduno.

Ci sono i nostri Fratelli MAI STRAC (Francescon e Morini), e mentre aspettiamo l’inizio della cerimonia incontriamo tante altre bellissime persone.

Alle 10.30 inizia la cerimonia con la messa celebrata da Mons. Vigo, Ammiraglio, Gen. Di Brigata Alpina, ma soprattutto Uomo di Fede. La sua Predica è qualcosa di veramente speciale, che tocca il cuore profondamente e ci rende orgogliosi di essere Alpini.

Le sue parole sono semplici, dirette, comprensibili a tutti, anche quando accenna alla pratica del KINTSUGI giapponese, cioè l’arte di rimettere insieme i cocci (di un vaso, ad es.) utilizzando fili d’oro. Il paragone serve a spiegare l’opera che noi Alpini siamo chiamati a svolgere: ricucire i pezzi della società italiana e riportarla a gloria, anche migliore, dove noi siamo il filo d’oro, prezioso artefice della nuova vita del manufatto.

Ci sono parole per il Vice-Brigadiere Cerciello e per l’assurda morte (anche il Pres. Belloni si esprimerà molto chiaramente a riguardo degli assassini, chiamandoli con l’aggettivo più adeguato …); ci parlerà di un bambino, Alessandro, salvato da morte certa grazie all’interessamento degli Alpini e di Mons. Vigo stesso, che chiamato il n.2 del Vaticano avrà via libera per il ricovero a Roma nell’ospedale più attrezzato. I costi per la cura sono sostenuti dagli Alpini, grazie alla loro solidarietà che non fatica ad esprimersi nemmeno in quest’occasione, raccogliendo tra la non tante persone presenti alla Messa, ben oltre 600 €.

Ci parla quindi di un Alpino, presente alla Cerimonia, che ha deciso di raggiungere il Cerreto e rinfrancare lo spirito parlando con Monsignore e vivendo la compagnia dei suoi Compagni in vista di una difficile operazione a cui dovrà sottoporsi la moglie nei giorni subito seguenti…

Parla di Patria, di quanto sia bella questa parola, che vuol dire soprattutto Terra dei Padri, l’origine, la nostra storia, le nostre tradizioni, e ci invita ad usarla più spesso e a non averne paura…

Dopo la Comunione, saluta prima tutti i Vessilli presenti, ad uno ad uno -per la SMALP e il Btg. MONTE CERVINO useranno -Belloni e Mons. Vigo- singolare attenzione- poi, dopo esser sceso dall’altare, stringerà la mano a tutti gli Alfieri presenti.

Le sue parole rimbalzano ancora nella nostra testa; parole dirette, chiare, senza retorica, che spingono a ritrovare il primordiale ardore per impegnarsi sempre più nelle nostre azioni ed attività, senza mai mollare, senza indugio, senza stanchezza. Come Tradizione Alpina vuole.

Inizia la sfilata ad anello, tanto è piccolo il posto, tra balconi fioriti in tricolore, gente festante trascinata dal ritmo della banda, sotto un bel sole radioso e rinfrescati da una piacevole brezza.

Piccolo Raduno, grande ospitalità, fortissimo Spirito Alpino, a riprova che la Penna è ben piantata e attiva anche sugli Appennini…

Torneremo. Non possiamo mancare, e sarebbe bello esserci in tanti.

Il prossimo anno ci sarà anche Alessandro ed il suo piccolo cappello Alpino, dal quale non si vuole più separare.

61° Raduno reduci e familiari del Btg. Monte Cervino

Domenica 7 luglio, nella splendida cornice delle montagne intorno a Cervinia si sono ritrovati per rendere onore al Btg MONTE CERVINO gli Smalpini Giovanni Battista (Gianni) Ardoino con Vittoria, il nuovo Presidente Pietro De Checchi da Padova, il Vicepresidente Gianfranco Baudone da Milano ed il Consigliere Nicola Croci da Salsomaggiore. Presenti anche Pierfranco Giraudi, Aldo Lorenzi, Emilio Formenti e Luigi Boscarelli, baldi giovani degli anni ’50.

Assente giustificato -ma che non si verifichi più- Natalino Vezzoli.

Inizio giornata con un po’ di pioggia (che non ci ha mai fermato), poi virata al soleggiato permettendo così l’inizio della sfilata per le vie del centro fino alla chiesa, dove si è tenuta la messa e le allocuzioni di Ufficiali, responsabili ANA, sindaci.

Poi su alla cappella dedicata al Battaglione, per la deposizione della corona ai Caduti, dove incontreremo uno dei pochissimi reduci del Monte Cervino, Osvaldo Bartolomei con i suoi 95 anni splendidamente portati, che ha abbracciato la moglie di una medaglia d’oro.

Per l’occasione tra Anziani e Giovani è stata ufficializzato il passaggio di consegne e di cariche del Consiglio degli Smalpini.

Alla fine della cerimonia un lauto pranzo, a chiudere una giornata senz’altro entusiasmante e positiva.